Domande frequenti
Tutto quello che devi sapere sulla Direttiva EmpCo.
31 domande e risposte sui divieti di greenwashing, gli obblighi di prova e la conformità EmpCo.
Fondamenti
Che cos'è la direttiva EmpCo?
La direttiva EmpCo (UE 2024/825) è una direttiva europea volta a rafforzare il ruolo dei consumatori nella transizione verde. L'Italia l'ha recepita con il D.lgs. 30/2026 (in vigore dal 24 marzo 2026), che modifica il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005). Le nuove disposizioni sulle dichiarazioni ambientali ingannevoli si applicano in prevalenza a partire dal 27/09/2026.
Da quando si applica la direttiva EmpCo?
Le nuove disposizioni si applicano in tutta l'UE dal 27 settembre 2026; l'Italia ha già recepito la direttiva con il D.lgs. 30/2026 (in vigore dal 24 marzo 2026), che modifica il Codice del Consumo. Fino a tale data le imprese hanno tempo per adeguare la propria comunicazione.
La EmpCo riguarda anche le piccole imprese?
Sì, la direttiva EmpCo si applica a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni. Sono interessate anche le PMI che utilizzano termini ambientali sul proprio sito web.
Qual è la differenza tra EmpCo e direttiva sul greenwashing?
La EmpCo (UE 2024/825) disciplina l'informazione ai consumatori e i divieti. La Green Claims Directive (GCD) avrebbe dovuto disciplinare anche la dimostrazione delle dichiarazioni ambientali. Non è in vigore: il 20 giugno 2025 la Commissione ha annunciato il ritiro della proposta, il terzo trilogo previsto è stato annullato e il dossier non è stato più portato avanti. Non esiste una data di applicazione.
Divieti
Quali termini sono vietati?
Termini ambientali generici come «climaticamente neutro», «sostenibile», «ecologico», «verde» o «green» sono vietati se non sono accompagnati, sulla stessa pagina web, da prove concrete e misurabili. Particolarmente rigoroso: «climaticamente neutro» basato sulla compensazione delle emissioni di CO₂ è soggetto a un divieto assoluto.
Che cosa significa divieto per sé?
Un divieto per sé significa che la violazione è automaticamente accertata, senza un esame caso per caso. Per «climaticamente neutro» basato sulla compensazione (offsetting) il divieto è assoluto, a prescindere dal fatto che la compensazione sia effettivamente avvenuta.
Posso utilizzare un marchio di sostenibilità di mia creazione?
No. I marchi di sostenibilità non basati su un procedimento di certificazione riconosciuto sono illeciti ai sensi della direttiva EmpCo (UE 2024/825), recepita in Italia con il D.lgs. 30/2026 (nuove disposizioni applicabili dal 27.09.2026). Deve trattarsi di un marchio riconosciuto e verificato da un soggetto esterno.
Posso dire «climaticamente neutro entro il 2030»?
Solo se esiste un piano di attuazione dettagliato e accessibile al pubblico, verificato periodicamente da soggetti terzi indipendenti. In assenza di tale piano, l'impegno futuro è vietato.
La compensazione di CO₂ è ora completamente vietata?
No, la compensazione in sé non è vietata, ma lo è la pubblicità con «climaticamente neutro» basata sulla compensazione. Puoi continuare a compensare, ma non puoi comunicarlo come «neutralità».
«CO₂ neutro» e «climaticamente neutro» sono vietati allo stesso modo?
Sì, entrambi i termini sono soggetti a divieto per sé quando si basano sulla compensazione. Anche varianti come «a impatto climatico zero», «neutro dal punto di vista delle emissioni», «a zero emissioni di gas serra» o «carbon neutral» rientrano nella stessa disciplina.
Posso pubblicizzare «commercio equo» o «prodotto in modo equo»?
Solo con un certificato riconosciuto (Fairtrade International, GEPA, WFTO, GoodWeave). Dichiarazioni generiche come «produzione equa» senza prove sono vietate a partire dal 2026. Anche per «salari equi» sono necessari audit della catena di fornitura conformi alla normativa sul dovere di diligenza.
Sanzioni
Quali sanzioni si rischiano in caso di violazioni?
Le violazioni sono sanzionate ai sensi del Codice del Consumo e delle norme sulle pratiche commerciali scorrette, con possibile intervento dell'AGCM (inibitoria, sanzioni pecuniarie, ripristino). A titolo di esempio, la Germania ha già recepito la direttiva: la sanzione del § 19 UWG (diritto tedesco, non applicabile in Italia) può arrivare fino a 50.000 €. La direttiva EmpCo (UE 2024/825, applicabile dal 27.09.2026) fissa inoltre un limite massimo di legge fino al 4 % del fatturato annuo (solo con un fatturato annuo superiore a 1,25 milioni di euro; al di sotto, massimo 50.000 euro) realizzato nello Stato membro UE interessato, eseguibile soltanto nell'ambito di procedimenti CPC coordinati a livello UE (art. 21 Regolamento 2017/2394); in Italia la direttiva è stata recepita con il D.lgs. 30/2026, le cui nuove disposizioni si applicano dal 27.09.2026.
Chi può agire contro un'impresa?
Sono legittimati ad agire i concorrenti, le associazioni dei consumatori e gli enti qualificati. La vigilanza sulle pratiche commerciali scorrette è affidata all'AGCM, che può intervenire d'ufficio o su segnalazione.
Che cosa faccio se ricevo una diffida?
Una diffida è una questione giuridica e la sua valutazione spetta a mani esperte in ambito legale. Empcora è un servizio di sola verifica e non fornisce consulenza legale: individuiamo le occorrenze e la relativa base giuridica, ma non forniamo alcuna raccomandazione operativa su come gestire una diffida.
Alternative
Che cosa posso ancora scrivere sul mio sito web?
Restano ammesse le dichiarazioni concrete, misurabili e dimostrabili. Esempio: «Imballaggio realizzato con l'87 % di materiale riciclato (ISO 14021)» invece di «imballaggio sostenibile». I marchi di qualità riconosciuti (Ecolabel UE, Blauer Engel, ecc.) possono continuare a essere utilizzati.
Quali marchi ambientali sono riconosciuti?
Sono riconosciuti i marchi con verifica indipendente da parte di terzi: Ecolabel UE, Blauer Engel, FSC, PEFC, GOTS, OEKO-TEX, Fairtrade, Cradle to Cradle, EMAS, ISO 14001. I marchi aziendali propri senza verifica esterna sono vietati.
Strumento
Come verifico il mio sito web alla ricerca di violazioni?
Con il check gratuito di Empcora: inserisci il tuo URL e il nostro strumento esegue automaticamente la scansione del sito, individuando i termini problematici come occorrenze, con la relativa base giuridica. Empcora è un servizio di sola verifica (non fornisce consulenza legale).
Quanto costa Empcora?
Il check gratuito (5 pagine, 3 rilievi visibili) è senza costi. Monitoring Base (1 dominio, 100 pagine) costa 19 €/mese, Monitoring Pro (1 dominio, 1.000 pagine) 59 €/mese, Agenzia (25 domini, multiutente, white-label) 499 €/mese.
Quanto dura un audit completo?
Con Empcora un audit per un sito web di dimensioni medie (50-100 pagine) dura circa 5-10 minuti. Ricevi il report PDF completo subito dopo, via e-mail o tramite download.
Che cosa contiene il report PDF?
Il report PDF contiene: punteggio di conformità (A-F), statistiche (Vietato/Prova necessaria/OK), occorrenze per pagina con indicatore di stato, l'inquadramento giuridico per ciascun claim, le prove richieste, la base giuridica e un disclaimer legale. Empcora è un servizio di sola verifica e non fornisce riformulazioni né raccomandazioni operative.
Vengono verificati anche i meta tag e i testi alternativi?
Sì. Il crawler verifica titoli (h1-h4), paragrafi, elenchi, meta description, meta keywords, og:title, og:description, twitter:title, twitter:description e i testi alternativi (alt) delle immagini.
Che cosa succede con il monitoraggio?
Con il piano Monitoring il tuo sito web viene ri-scansionato automaticamente all'intervallo da te scelto (giornaliero/settimanale/mensile). Ricevi un avviso e-mail quando vengono trovati nuovi claim o quelli esistenti vengono risolti, con una tabella di confronto (diff).
Che cos'è il badge di conformità?
Con un punteggio A o B ricevi un badge di conformità (SVG) che puoi inserire sul tuo sito web. Mostra ai potenziali clienti che il pre-check automatizzato non ha rilevato termini vietati di per sé — non è una garanzia di conformità o di certezza giuridica né una certificazione. Con C/D/E/F ricevi una variante diversa (ad esempio «Prova richiesta»).
Posso verificare più siti web contemporaneamente?
Sì, con il piano Agenzia puoi gestire in parallelo fino a 25 domini. Gli account multiutente e i report white-label sono inclusi nel piano Agenzia.
Con quale frequenza dovrei ri-scansionare il mio sito web?
Consiglio: mensilmente con Monitoring Base, settimanalmente con il piano Pro, giornalmente per le agenzie. A ogni aggiornamento di marketing importante avvia anche una scansione manuale. Le ri-scansioni sono incluse nel piano.
Posso cambiare il mio piano in qualsiasi momento?
Sì. L'upgrade ha effetto immediato in qualsiasi momento. Il downgrade ha effetto al termine del periodo di fatturazione in corso. Il Customer Portal di Stripe gestisce tutto, comprese le fatture e i metodi di pagamento.
Sicurezza
Il crawler rispetta il file robots.txt?
Per impostazione predefinita sì: per tutte le scansioni gratuite anonime e per i domini non verificati il crawler di Empcora rispetta rigorosamente il tuo file robots.txt: le regole Disallow e rel="nofollow" vengono seguite. DOPO una verifica della titolarità del dominio (header HTTP, meta tag, .well-known, record DNS-TXT o automaticamente tramite l’indirizzo e-mail dell’account confermato del titolare) il crawler può ignorare il file robots.txt esclusivamente per quel dominio, così che la tua scansione di conformità copra tutte le pagine. Le scansioni di siti di concorrenti restano sempre vincolate al file robots.txt.
Chi può scansionare il mio dominio su Empcora?
Nessuno tranne te, a condizione che tu abbia registrato il tuo dominio nel tuo account E lo abbia abilitato tramite verifica della titolarità. Finché manca questa verifica, Empcora blocca le scansioni approfondite (modalità «Rigorosa») oppure rispetta il tuo file robots.txt (modalità «Opzionale»). Concorrenti o avvocati non possono quindi sondare il tuo sito alla ricerca di violazioni a tua insaputa: il check gratuito anonimo è rigidamente limitato a 5 pagine e rispetta sempre il file robots.txt.
Come verifico il mio dominio come titolare?
Empcora supporta quattro metodi: scegli quello più semplice per te. 1. Header HTTP (consigliato): il web server o la CDN invia a ogni richiesta l'header X-Empcora-Verify con il tuo token. 2. Meta tag HTML nell'<head> della home page. 3. File .well-known/empcora-verify con il contenuto del token. 4. Record DNS-TXT su _empcora-verify.<dominio>. Quando registri il tuo dominio si apre automaticamente una procedura guidata con snippet copia-incolla per nginx, Apache, Cloudflare, WordPress e tutti i principali provider DNS. La verifica richiede pochi secondi. In molti casi non serve alcuna configurazione: se il dominio del tuo indirizzo e-mail dell’account confermato coincide con il dominio verificato (ad esempio nome@tuaazienda.it per tuaazienda.it), la tua titolarità risulta automaticamente dimostrata. Gli indirizzi di posta gratuiti come Gmail o GMX sono esclusi.
Che cosa succede al mio file robots.txt?
Finché non sei verificato, il crawler di Empcora segue esattamente le direttive del tuo file robots.txt: se i crawler vi sono generalmente esclusi, il risultato della scansione potrebbe essere incompleto. Dopo la verifica della titolarità il crawler può ignorare il file robots.txt per il tuo dominio: in quanto titolare hai esplicitamente autorizzato Empcora a verificare tutte le pagine. Questa regola speciale vale esclusivamente per i domini verificati e mai per le scansioni gratuite anonime o per i crawl di concorrenti.
Quali dati lasciano il mio server durante la scansione?
Empcora legge esclusivamente i contenuti HTML pubblicamente accessibili delle tue pagine, come qualsiasi altro crawler o browser. Non vengono impostati cookie, non vengono inviati moduli, non vengono eseguiti accessi tramite JavaScript. Il crawler utilizza uno user agent fisso (Empcora/1.0) e, per i domini verificati, anche l'header X-Empcora-Verified-Token, che puoi inserire in una whitelist mirata per Empcora nel tuo Cloudflare/WAF senza aprire lo user agent a livello globale. La protezione SSRF blocca automaticamente gli indirizzi interni (127.0.0.1, RFC1918, endpoint di metadati cloud). Hosting: Hetzner, Germania; accordo sul trattamento dei dati ai sensi dell'art. 28 GDPR disponibile.
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