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Definizione & fondamenti

Cos'e EmpCo?

EmpCo sta per "Empowering Consumers for the Green Transition" — la direttiva UE 2024/825 e la piu importante nuova normativa pubblicitaria sulle dichiarazioni ambientali. Dal 27 settembre 2026 vieta termini generici come "clima neutrale", "eco-compatibile" o "sostenibile" senza una sostanziazione concreta nel medesimo materiale pubblicitario.

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2026

Atto giuridico
Direttiva (UE) 2024/825
Entrata in vigore UE
26 marzo 2024
Applicazione in IT
27 settembre 2026
Recepimento
Modifica al Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005)
Regime sanzionatorio
Fino al 4 % del fatturato annuo UE
Ambito di applicazione
Pubblicita B2C in tutta la UE
I quattro divieti fondamentali

Cosa vieta concretamente EmpCo

EmpCo interviene in quattro aree. Tre di esse sono vietate per se — senza margine di discrezionalita. La quarta consente promesse future solo a condizioni rigorose.

Dichiarazioni ambientali generiche

Termini come "eco-compatibile", "sostenibile" o "verde" sono vietati senza sostanziazione con prove concrete sulla stessa pagina web.

Claim di neutralita climatica mediante compensazione

Affermazioni come "clima neutrale" o "CO₂-neutrale" basate esclusivamente su pagamenti di compensazione sono vietate per se in quanto ingannevoli.

Etichette ambientali autoprodotte

I produttori non possono piu utilizzare loghi propri che suggeriscano una certificazione di terzi. Sono ammessi solo marchi accreditati da organismi indipendenti.

Promesse future senza piano verificabile

La pubblicita con obiettivi come "clima neutrale entro il 2030" e ammessa solo se esiste un piano di attuazione verificabile ed esterno.

Ambito di applicazione

Chi e interessato?

EmpCo si applica a qualsiasi forma di pubblicita rivolta ai consumatori nella UE — indipendentemente dalle dimensioni aziendali. Sono interessati i seguenti canali e touchpoint:

Inquadramento nel diritto UE

EmpCo vs. Green Claims vs. Codice del Consumo

EmpCo (UE 2024/825)

Divieto di dichiarazioni ambientali generiche, autoetichette e claim di compensazione

In vigore dal 26.03.2024, applicazione dal 27.09.2026

Green Claims Directive (proposta 2023/166)

Verifica preventiva dei claim ambientali da parte di terzi accreditati

In iter di trilogo, presumibilmente in vigore nel 2027

Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, artt. 20-23)

Clausola generale contro le pratiche commerciali scorrette e ingannevoli — gia applicabile oggi

Viene ampliato da EmpCo; vigilanza AGCM (Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato)

Domande frequenti

FAQ su EmpCo

Cosa significa letteralmente EmpCo?

EmpCo e l'acronimo di "Empowering Consumers for the Green Transition" — una direttiva UE che mira a proteggere i consumatori dalla pubblicita ambientale ingannevole e a rafforzare le loro decisioni di acquisto consapevoli.

Quando si applica EmpCo in Italia?

La direttiva e in vigore dal 26 marzo 2024. Le leggi nazionali di recepimento (modifica al Codice del Consumo) devono essere adottate entro il 27 marzo 2026; le disposizioni si applicano a tutta la pratica pubblicitaria dal 27 settembre 2026.

EmpCo si applica anche alle piccole imprese?

Si. La direttiva non distingue in base alle dimensioni aziendali. Non appena un'impresa fa pubblicita rivolta ai consumatori (B2C), e soggetta alla normativa — dal piccolo rivenditore al grande gruppo.

Qual e la differenza tra EmpCo e la Green Claims Directive?

EmpCo vieta specifiche affermazioni ingannevoli ed e gia in vigore. La Green Claims Directive (in preparazione) la integrera con un obbligo di verifica preventiva da parte di organismi indipendenti — e prevista presumibilmente per il 2027.

Quali termini sono vietati da EmpCo?

Sono vietati i termini generici privi di prove sulla stessa pagina web: "eco-compatibile", "sostenibile", "verde", "clima neutrale", "ecologico", "bio" (al di fuori del contesto alimentare) e simili affermazioni generiche.

Chi vigila sul rispetto delle norme?

In Italia l'autorita competente e l'AGCM (Autorita Garante della Concorrenza e del Mercato), affiancata dalle associazioni dei consumatori e dai concorrenti legittimati. Le violazioni possono essere perseguite tramite diffida, provvedimento cautelare o procedimento sanzionatorio amministrativo. La giurisprudenza europea di riferimento (Corte di Giustizia UE e corti nazionali degli Stati membri) orienta l'interpretazione delle pratiche commerciali scorrette.

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