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Sanzioni & Sentenze

Sanzioni Greenwashing 2026

La Direttiva EmpCo prevede per il greenwashing un massimo legale fino al 4% del fatturato annuo realizzato nello Stato membro UE interessato, solo nell'ambito di procedimenti di esecuzione coordinati a livello UE (art. 21 Reg. 2017/2394). In pratica, tuttavia, le diffide, i provvedimenti cautelari e i procedimenti di risarcimento del danno sono le conseguenze più frequenti. Questa pagina classifica i quattro livelli sanzionatori e presenta la sentenza di riferimento del BGH in materia di pubblicità ambientale. La percentuale è legata a una soglia di fatturato: il § 19 della legge tedesca contro la concorrenza sleale prevede una sanzione fino a 50.000 euro e solo con un fatturato annuo superiore a 1,25 milioni di euro fino al 4 per cento del fatturato annuo; se il fatturato non è determinabile, il massimo è di 2 milioni di euro. L’illecito può essere sanzionato esclusivamente nell’ambito di un’azione di applicazione coordinata ai sensi dell’articolo 21 del regolamento (UE) 2017/2394.

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2026

Livelli sanzionatori

Quattro livelli sanzionatori in sintesi

Dalla diffida alla sanzione amministrativa — le conseguenze più probabili di una violazione, ordinate per frequenza.

Diffida da parte di un concorrente o di un'associazione

1.000–5.000 € (spese legali + dichiarazione di cessazione)

Di gran lunga la sanzione più frequente. Associazioni dei consumatori, camere di commercio, organizzazioni per la tutela dei consumatori e studi legali specializzati sono attivi in questo ambito.

Provvedimento cautelare d'urgenza

Valore della controversia spesso 25.000–100.000 €, spese processuali e legali pro rata

Viene richiesto quando la diffida non viene accettata o sussiste urgenza. Frequente per campagne televisive e pubblicità su stampa ad alta tiratura.

Procedimento di merito con risarcimento del danno

Risarcimento ai concorrenti in base alla confusione di mercato — raramente inferiore a 10.000 €

Più probabile per aziende di grandi dimensioni e violazioni sistematiche. L'onere della prova per l'entità del danno spetta all'attore.

Sanzione amministrativa da parte dell'autorità di vigilanza del mercato

Quadro normativo fino al 4% del fatturato UE annuo, in pratica notevolmente inferiore

Dal 27.09.2026 in caso di violazioni sistematiche o gravemente negligenti. Sarà applicata in Italia dall'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

Sentenza di riferimento

Sentenza di riferimento dalla pratica

BGH I ZR 98/23

· 2024
Katjes Fassin

La pubblicità di un prodotto come "climaticamente neutrale" senza indicare il metodo di compensazione sullo stesso materiale pubblicitario è stata ritenuta ingannevole ai sensi della Direttiva UCPD (2005/29/CE). Sentenza di riferimento della Corte federale di giustizia tedesca (BGH) in materia di dichiarazioni ambientali.

Domande frequenti

FAQ su sanzioni & multe

A quanto ammontano davvero le sanzioni per greenwashing?

Nell'ambito di procedimenti di esecuzione coordinati a livello UE (art. 21 Reg. 2017/2394) la Direttiva EmpCo prevede un massimo legale del 4% del fatturato annuo nello Stato membro UE interessato; la conseguenza abituale di una violazione e la diffida, l'inibitoria e il risarcimento del danno. In pratica, le sanzioni per le PMI sono tipicamente molto inferiori — l'importo concreto dipende dalla gravità, dall'intenzionalità e dalla reiterazione ed è stabilito dall'autorità competente caso per caso. In Italia l'AGCM è l'autorità preposta. Le spese legali per le diffide sono più prevedibili. La percentuale è legata a una soglia di fatturato: il § 19 della legge tedesca contro la concorrenza sleale prevede una sanzione fino a 50.000 euro e solo con un fatturato annuo superiore a 1,25 milioni di euro fino al 4 per cento del fatturato annuo; se il fatturato non è determinabile, il massimo è di 2 milioni di euro. L’illecito può essere sanzionato esclusivamente nell’ambito di un’azione di applicazione coordinata ai sensi dell’articolo 21 del regolamento (UE) 2017/2394.

Chi può inviarmi una diffida?

Concorrenti, associazioni di categoria qualificate, associazioni per la tutela dei consumatori (es. Codacons, Altroconsumo, Federconsumatori) e dal 2026 anche le autorità di vigilanza del mercato come l'AGCM. Una diffida costa tipicamente 1.000–5.000 €.

Esistono già esempi concreti di sanzioni?

Le sanzioni amministrative derivanti dalla Direttiva EmpCo si applicheranno solo dal 27.09.2026. I tribunali tedeschi hanno già oggi imposto obblighi di cessazione per pubblicità ambientale ingannevole (BGH Katjes I ZR 98/23; OLG Frankfurt 6 U 104/22). Le conseguenze finanziarie attuali sono: spese legali e svalutazione della pubblicità.

Sono interessato anche se vendo solo tramite partner terzi?

Sì, a condizione di essere responsabile della pubblicità rivolta ai consumatori finali. Chi, come produttore, fa pubblicità con dichiarazioni ambientali è responsabile anche della pubblicità dei rivenditori — i materiali del produttore (schede tecniche, immagini, testi) devono quindi essere conformi.

Cosa succede alla prima violazione?

Di norma viene inviata prima una diffida con richiesta di cessazione del comportamento e rimborso delle spese legali. Chi sottoscrive la dichiarazione di cessazione e rimuove la dichiarazione contestata può solitamente concludere il procedimento con costi contenuti. Chi ignora o ritarda rischia un provvedimento cautelare d'urgenza con costi notevolmente superiori.

Approfondimenti

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Informazione generale, non consulenza legale

Empcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.