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Sanzioni & Sentenze

Sanzioni Greenwashing 2026

La Direttiva EmpCo prevede per il greenwashing un quadro sanzionatorio fino al 4% del fatturato UE annuo. In pratica, tuttavia, le diffide, i provvedimenti cautelari e i procedimenti di risarcimento del danno sono le conseguenze più frequenti. Questa pagina classifica i quattro livelli sanzionatori, presenta sentenze di riferimento europeo e fornisce concrete misure di riduzione del rischio.

Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2026

Livelli sanzionatori

Quattro livelli sanzionatori in sintesi

Dalla diffida alla sanzione amministrativa — le conseguenze più probabili di una violazione, ordinate per frequenza.

Diffida da parte di un concorrente o di un'associazione

1.000–5.000 € (spese legali + dichiarazione di cessazione)

Di gran lunga la sanzione più frequente. Associazioni dei consumatori, camere di commercio, organizzazioni per la tutela dei consumatori e studi legali specializzati sono attivi in questo ambito.

Provvedimento cautelare d'urgenza

Valore della controversia spesso 25.000–100.000 €, spese processuali e legali pro rata

Viene richiesto quando la diffida non viene accettata o sussiste urgenza. Frequente per campagne televisive e pubblicità su stampa ad alta tiratura.

Procedimento di merito con risarcimento del danno

Risarcimento ai concorrenti in base alla confusione di mercato — raramente inferiore a 10.000 €

Più probabile per aziende di grandi dimensioni e violazioni sistematiche. L'onere della prova per l'entità del danno spetta all'attore.

Sanzione amministrativa da parte dell'autorità di vigilanza del mercato

Quadro normativo fino al 4% del fatturato UE annuo, in pratica notevolmente inferiore

Dal 27.09.2026 in caso di violazioni sistematiche o gravemente negligenti. Sarà applicata in Italia dall'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

Sentenze di riferimento

Quattro sentenze dalla pratica

BGH I ZR 98/23

· 2024
Katjes Fassin

La pubblicità come "climaticamente neutrale" senza indicare il metodo di compensazione sullo stesso materiale pubblicitario costituisce una pratica commerciale ingannevole ai sensi della Direttiva UCPD (2005/29/CE). Sentenza di riferimento europeo — recepita da numerosi tribunali europei.

Prevenzione

Sei concrete misure di protezione

Come ridurre sistematicamente il rischio di diffide e sanzioni — e poter presentare documentazione a discarico in caso di effettivo procedimento.

Domande frequenti

FAQ su sanzioni & multe

A quanto ammontano davvero le sanzioni per greenwashing?

La Direttiva EmpCo prevede un massimo legale del 4% del fatturato annuo nello Stato membro UE interessato. In pratica, le sanzioni per le PMI sono tipicamente molto inferiori — l'importo concreto dipende dalla gravità, dall'intenzionalità e dalla reiterazione ed è stabilito dall'autorità competente caso per caso. In Italia l'AGCM è l'autorità preposta. Le spese legali per le diffide sono più prevedibili.

Chi può inviarmi una diffida?

Concorrenti, associazioni di categoria qualificate, associazioni per la tutela dei consumatori (es. Codacons, Altroconsumo, Federconsumatori) e dal 2026 anche le autorità di vigilanza del mercato come l'AGCM. Una diffida costa tipicamente 1.000–5.000 €.

Esistono già esempi concreti di sanzioni?

Le sanzioni amministrative ai sensi della Direttiva EmpCo entreranno in vigore solo dal 27.09.2026. I tribunali europei hanno già oggi imposto risarcimenti e obblighi di cessazione (BGH Katjes I ZR 98/23, OLG Frankfurt). Le conseguenze finanziarie attuali sono: spese legali, risarcimento del danno e svalutazione della pubblicità.

Sono interessato anche se vendo solo tramite partner terzi?

Sì, a condizione di essere responsabile della pubblicità rivolta ai consumatori finali. Chi, come produttore, fa pubblicità con dichiarazioni ambientali è responsabile anche della pubblicità dei rivenditori — i materiali del produttore (schede tecniche, immagini, testi) devono quindi essere conformi.

Cosa succede alla prima violazione?

Di norma viene inviata prima una diffida con richiesta di cessazione del comportamento e rimborso delle spese legali. Chi sottoscrive la dichiarazione di cessazione e rimuove la dichiarazione contestata può solitamente concludere il procedimento con costi contenuti. Chi ignora o ritarda rischia un provvedimento cautelare d'urgenza con costi notevolmente superiori.

Come posso ridurre il rischio?

Primo: un audit completo della propria comunicazione. Secondo: un database documentale in cui è registrata la fonte per ciascuna dichiarazione. Terzo: revisione legale esterna delle nuove campagne. Quarto: monitoraggio del proprio sito web per nuove formulazioni a rischio. Una soluzione automatizzata come Empcora si occupa dei punti 1 e 4.

Approfondimenti

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Nessuna consulenza legale

Empcora fornisce indicazioni automatizzate sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli). Sono un'indicazione di conformità e non sostituiscono una consulenza legale individuale. Non si assume alcuna responsabilità per correttezza, completezza o attualità dei risultati. La valutazione giuridica finale spetta al tuo studio legale o a un avvocato abilitato.