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Imballaggio & Spedizione: Greenwashing 2026

## Introduzione Il settore degli imballaggi e delle spedizioni è al centro dell'attenzione della direttiva EmpCo (direttiva UE 2024/825) e dei relativi rischi di diffida. I consumatori prestano sempre maggiore attenzione alla sostenibilità, e le aziende che formulano dichiarazioni ambientali ingannevoli rischiano sanzioni severe. La giurisprudenza del Bundesgerichtshof (BGH, Corte federale di giustizia tedesca) — in particolare la sentenza I ZR 98/23 — ha chiarito che anche affermazioni vaghe come „ecologico" sono vietate in assenza di prove concrete. La direttiva EmpCo inasprisce questi requisiti a partire dal 27.09.2026. Affermazioni generiche quali „100% riciclabile" o „senza plastica" sono vietate senza dimostrazione dell'effettiva quota di riciclaggio o di indicazioni dettagliate sui materiali (Allegato I n. 2 UCPD). Le aziende devono illustrare in modo trasparente i materiali di cui sono composti i loro imballaggi, la percentuale di materiale riciclato e le opzioni di smaltimento disponibili. Particolarmente critico è l'uso di termini che creano una percezione falsa o esagerata di ecologicità. L'affermazione „compostabile", ad esempio, è lecita solo se l'imballaggio è dimostrabilmente conforme alle norme EN 13432 o EN 17427. Le aziende che non soddisfano questi requisiti rischiano diffide e richieste di risarcimento danni. Un adeguamento proattivo della comunicazione di marketing e l'implementazione di filiere trasparenti sono quindi indispensabili per minimizzare i rischi legali e conquistare la fiducia dei consumatori. In Italia, il quadro normativo di riferimento è il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) artt. 21-23 in materia di pratiche commerciali scorrette, affiancato dalla disciplina nazionale sull'imballaggio (D.lgs. 152/2006 e s.m.i.). L'AGCM vigila sull'applicazione di queste norme e può intervenire d'ufficio o su segnalazione. *Queste informazioni hanno carattere divulgativo, non costituiscono consulenza legale e non si assume alcuna responsabilita per la loro completezza o attualita.*

Claim tipici in Imballaggio & Spedizione

  • 100% riciclabile"
  • senza plastica"
  • compostabile"
  • imballaggio ecologico"
  • realizzato con materiale riciclato"

Esempi concreti (rosso/giallo)

  • „100% riciclabile" senza indicazione dell'effettiva quota di riciclaggio o dell'infrastruttura necessaria per consentire il riciclaggio.
  • „Imballaggio compostabile" senza certificazione secondo EN 13432 o EN 17427, il che mette in discussione l'effettiva compostabilità.
  • „Imballaggio ecologico" senza indicazioni concrete sull'origine dei materiali, sui processi produttivi o sulle modalità di smaltimento.

Alternative conformi a EmpCo

Invece di: 100% riciclabile"
Meglio: L'85% dell'imballaggio è composto da materiale riciclato (post-consumer recycling), quota di riciclaggio secondo le statistiche BVSE 2024."
Perché: Allegato I n. 2 UCPD / EmpCo — le affermazioni generiche senza prova sono vietate. Sono necessarie indicazioni concrete sulla quota di riciclaggio e sull'origine dei materiali.
Invece di: Imballaggio senza plastica"
Meglio: L'imballaggio è composto al 100% da carta (certificata FSC) con rivestimento biodegradabile."
Perché: L'affermazione generica „senza plastica" può essere ingannevole se sono presenti plastiche nascoste. Sono necessarie indicazioni materiali concrete e certificazioni.

Raccomandazioni

  • Indicare in modo trasparente l'effettiva quota di riciclaggio secondo le statistiche BVSE (Bundesverband Sekundärrohstoffe und Recycling e.V. — associazione federale tedesca dei materiali secondari e del riciclaggio), ovvero fare riferimento a dati verificabili di settore equivalenti.
  • Ottenere e indicare chiaramente la certificazione EN 13432 (compostabilità) o EN 17427 (compostabilità industriale).
  • Indicare la composizione dettagliata dei materiali in percentuale, per evitare il greenwashing attraverso denominazioni fuorvianti.
  • Utilizzare materiali certificati Cradle to Cradle Certified per dimostrare la circolarità del prodotto.
  • Divulgare la filiera e le condizioni di produzione per documentare gli impatti ecologici e sociali dell'imballaggio.

Certificati riconosciuti

DIN EN 13432
Norma europea per la compostabilità dei materiali di imballaggio.
DIN EN 17427
Norma europea per la compostabilità industriale dei materiali di imballaggio.
Cradle to Cradle Certified
Certificazione per prodotti concepiti nell'ambito di un sistema di economia circolare.
FSC
Forest Stewardship Council — certificazione per la silvicoltura sostenibile e la produzione responsabile di carta.

Sentenze rilevanti

BGH · I ZR 98/23 · 2024
Katjes — „a impatto climatico zero" senza divulgazione dei metodi di calcolo delle emissioni CO₂ e delle misure di compensazione è ingannevole ai sensi del § 5 UWG (Legge tedesca contro la concorrenza sleale). La pronuncia del Bundesgerichtshof (BGH, Corte federale di giustizia tedesca) è analogamente applicabile alle affermazioni sull'„ecologicità" degli imballaggi.

Domande frequenti

Posso continuare a pubblicizzare il mio prodotto come „riciclabile"?

Sì, ma solo se siete in grado di dimostrare l'effettiva quota di riciclaggio e l'infrastruttura per il riciclaggio è disponibile. In caso contrario, è ingannevole ai sensi del § 5 UWG tedesco e dell'art. 21 del Codice del Consumo italiano (D.lgs. 206/2005).

Cosa significa la direttiva EmpCo per i claim ambientali dei miei imballaggi?

Dal 27.09.2026 la direttiva EmpCo (che recepisce la direttiva UE 2024/825) vieta le affermazioni generiche senza prova riconosciuta (Allegato I n. 2 UCPD). Indicazioni concrete, certificati e filiere trasparenti sono indispensabili. In Italia, l'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) è l'autorità competente per l'enforcement.

Quali sanzioni rischio in Italia per dichiarazioni ambientali ingannevoli sugli imballaggi?

L'AGCM può irrogare sanzioni amministrative fino a 5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette ai sensi del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) artt. 21-23. Inoltre, concorrenti e associazioni di consumatori possono agire in giudizio per diffida e risarcimento danni.

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