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27 ottobre 2024

L'ondata di cause della DUH: rischi di greenwashing per le imprese

La Deutsche Umwelthilfe (DUH) ha intensificato dal 2024 le sue azioni legali contro le imprese che, a suo avviso, formulano dichiarazioni ambientali ingannevoli. Questo sviluppo pone i responsabili marketing di fronte a sfide considerevoli e richiede un'attenta verifica della propria comunicazione. La direttiva EmpCo (EU 2024/825) rafforzerà ulteriormente questa tendenza a partire dal 27 settembre 2026.

La DUH come ente qualificato

La DUH è qualificata come associazione di consumatori ai sensi del § 8b UWG e ha quindi la legittimazione ad agire. Ciò significa che può far valere pretese inibitorie per impedire pratiche commerciali sleali. Nel mirino si trovano in particolare dichiarazioni che, secondo la direttiva EmpCo, sono considerate inammissibili, come ad esempio affermazioni generiche sulla sostenibilità o l'uso di "climaticamente neutro" in combinazione con la compensazione di CO2.

Aree di rischio e priorità attuali

La DUH si concentra attualmente sui settori in cui il greenwashing è particolarmente diffuso. Tra questi vi sono in particolare:

* **Fornitori di energia:** Dichiarazioni su "gas climaticamente neutro" o "elettricità verde" vengono esaminate criticamente, soprattutto quando la compensazione non è trasparente e verificabile. * **Industria alimentare:** Prodotti "sostenibili" senza prove concrete o l'uso di termini ingannevoli come "ecologico" sono a rischio. * **Industria tessile:** "Moda sostenibile" senza certificazione GOTS, OEKO-TEX 100 o standard simili viene sempre più contestata ai sensi del § 5 UWG e della direttiva EmpCo (UE 2024/825). * **Industria automobilistica:** Affermazioni sulla "mobilità climaticamente neutra" sono particolarmente critiche, poiché spesso si basano sulla compensazione e quindi rientrano nel divieto per se ai sensi dell'allegato I n. 4a UCPD i.d.F. EmpCo.

Il quadro giuridico e il ruolo della direttiva EmpCo

La direttiva EmpCo inasprisce notevolmente i requisiti per le dichiarazioni ambientali. In particolare, l'allegato I n. 2 UCPD i.d.F. EmpCo vieta affermazioni generiche che non possono essere comprovate da prove concrete. L'allegato I n. 4a UCPD i.d.F. EmpCo stabilisce una chiara regola per se per "climaticamente neutro" con offsetting. Le imprese devono quindi assicurarsi che le loro dichiarazioni si basino su certificati riconosciuti (EU-Bio, Demeter, FSC, ecc.) o siano convalidate attraverso altri metodi affidabili. La sentenza BGH nel caso Katjes (I ZR 98/23) del 27/06/2024 sottolinea la necessità di una divulgazione trasparente nell'uso di misure di compensazione.

Raccomandazioni operative per i responsabili marketing

1. **Inventario:** Verificare tutti i materiali di marketing (sito web, brochure, annunci) per individuare eventuali dichiarazioni ambientali potenzialmente ingannevoli. 2. **Raccolta di prove:** Assicurarsi che tutte le dichiarazioni possano essere comprovate da certificati riconosciuti o altre prove affidabili. 3. **Adeguamento delle formulazioni:** Evitare termini vaghi e generici come "sostenibile" o "ecologico". Utilizzare invece indicazioni concrete e misurabili. 4. **Consulenza legale:** Far verificare la propria comunicazione di marketing da un giurista esperto per minimizzare i rischi legali. 5. **Monitoraggio:** Osservare le attività della DUH e di altre associazioni ambientaliste per poter reagire tempestivamente a eventuali cause.

Conseguenze in caso di violazioni

In caso di violazioni del UWG e della direttiva EmpCo non si rischiano solo pretese inibitorie, ma anche sanzioni amministrative. L'importo delle sanzioni può essere considerevole e dipende dalla gravità della violazione e dalle dimensioni dell'impresa. Inoltre, possono verificarsi danni reputazionali che possono avere effetti a lungo termine sull'attività.

La DUH continuerà presumibilmente ad agire con maggiore intensità contro il greenwashing anche in futuro. Le imprese che adeguano ora la propria comunicazione di marketing e puntano su dichiarazioni trasparenti e verificabili possono ridurre significativamente il rischio di cause e sanzioni.

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