19 maggio 2026
L'ondata di cause della DUH: rischi di greenwashing per le imprese
La Deutsche Umwelthilfe (DUH) ha intensificato dal 2024 le sue azioni legali contro le imprese che, a suo avviso, formulano dichiarazioni ambientali ingannevoli. Questo sviluppo pone i responsabili marketing di fronte a sfide considerevoli e richiede un'attenta verifica della propria comunicazione. La direttiva EmpCo (EU 2024/825) rafforzerà ulteriormente questa tendenza a partire dal 27 settembre 2026.
La DUH come ente qualificato
La DUH è una delle associazioni qualificate legittimate ad agire ai sensi del § 8 comma 3 UWG. Ciò significa che può far valere pretese inibitorie per impedire pratiche commerciali sleali. Nel mirino si trovano in particolare dichiarazioni che, secondo la direttiva EmpCo, sono considerate inammissibili, come ad esempio affermazioni generiche sulla sostenibilità o l'uso di "climaticamente neutro" in combinazione con la compensazione di CO2.
Aree di rischio e priorità attuali
La DUH si concentra attualmente sui settori in cui il greenwashing è particolarmente diffuso. Tra questi vi sono in particolare:
- Fornitori di energia: Dichiarazioni su "gas climaticamente neutro" o "elettricità verde" vengono esaminate criticamente, soprattutto quando la compensazione non è trasparente e verificabile.
- Industria alimentare: Prodotti "sostenibili" senza prove concrete o l'uso di termini ingannevoli come "ecologico" sono a rischio.
- Industria tessile: "Moda sostenibile" senza certificazione GOTS, OEKO-TEX 100 o standard simili viene sempre più contestata ai sensi del § 5 UWG e della direttiva EmpCo (UE 2024/825).
- Industria automobilistica: Affermazioni sulla "mobilità climaticamente neutra" sono particolarmente critiche, poiché spesso si basano sulla compensazione e quindi rientrano nel divieto per se ai sensi dell'allegato I n. 4c UCPD i.d.F. EmpCo.
Il quadro giuridico e il ruolo della direttiva EmpCo
La direttiva EmpCo inasprisce notevolmente i requisiti per le dichiarazioni ambientali. In particolare, l'allegato I n. 4a UCPD i.d.F. EmpCo vieta affermazioni generiche che non possono essere comprovate da prove concrete. L'allegato I n. 4c UCPD i.d.F. EmpCo stabilisce una chiara regola per se per "climaticamente neutro" con offsetting. Le imprese devono quindi assicurarsi che le loro dichiarazioni si basino su certificati riconosciuti (EU-Bio, Demeter, FSC, ecc.) o siano convalidate attraverso altri metodi affidabili. La sentenza BGH nel caso Katjes (I ZR 98/23) del 27/06/2024 sottolinea la necessità di una divulgazione trasparente nell'uso di misure di compensazione.
Cosa comporta la direttiva EmpCo per i responsabili marketing
- Materiali di marketing rilevanti: Tutti i materiali di marketing (sito web, brochure, annunci) rientrano nell'ambito di applicazione; le dichiarazioni ambientali ingannevoli sono inammissibili ai sensi dell'allegato I UCPD nella versione EmpCo.
- Onere della prova: Ogni dichiarazione ambientale deve poter essere comprovata da certificati riconosciuti o altre prove affidabili; in assenza di prova la dichiarazione è inammissibile.
- Termini generici: Termini vaghi come "sostenibile" o "ecologico" sono inammissibili senza prova concreta; ammesse restano le indicazioni concrete e misurabili.
- Verifica giuridica: Chi non fa verificare la conformità della propria comunicazione resta esposto a pretese inibitorie e sanzioni.
- Attività di enforcement: La DUH e altre associazioni qualificate ai sensi del § 8 comma 3 UWG agiscono attivamente contro le dichiarazioni inammissibili.
Conseguenze in caso di violazioni
In caso di violazioni del UWG e della direttiva EmpCo non si rischiano solo pretese inibitorie, ma anche sanzioni amministrative. L'importo delle sanzioni può essere considerevole e dipende dalla gravità della violazione e dalle dimensioni dell'impresa. Inoltre, possono verificarsi danni reputazionali che possono avere effetti a lungo termine sull'attività.
La DUH continuerà presumibilmente ad agire con maggiore intensità contro il greenwashing anche in futuro. Le imprese che adeguano ora la propria comunicazione di marketing e puntano su dichiarazioni trasparenti e verificabili possono ridurre significativamente il rischio di cause e sanzioni.
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Check gratuitoEmpcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.

