27 ottobre 2026
Ondata di diffide 2025: Greenwashing nel mirino delle associazioni dei consumatori
A partire dal 27 settembre 2026 entra pienamente in vigore la Direttiva UE 2024/825 (EmpCo), che inasprisce le regole per le dichiarazioni ambientali nella comunicazione d'impresa. Questo sta già portando a un'intensificazione dell'attività di controllo da parte delle organizzazioni dei consumatori e a una conseguente ondata di diffide.
Crescente numero di diffide da parte delle associazioni dei consumatori
L'associazione federale dei consumatori tedesca (vzbv) ha già registrato nel 2025 un significativo aumento delle diffide nell'ambito del greenwashing. Sebbene i numeri esatti possano variare, la tendenza segnala un controllo più rigoroso delle dichiarazioni ambientali. L'attenzione si concentra sulle imprese che formulano affermazioni fuorvianti o non comprovate sull'ecosostenibilità dei loro prodotti o servizi. Particolarmente colpiti sono i settori alimentare, moda ed energia.
Dichiarazioni ambientali rischiose secondo EmpCo
La Direttiva EmpCo vieta determinate dichiarazioni di per sé e pone requisiti elevati per la dimostrabilità di altre. Particolarmente critiche sono:
* **Neutralità climatica con offsetting:** Come confermato dalla sentenza del BGH nel caso Katjes (I ZR 98/23) del 27.06.2024, le affermazioni sulla neutralità climatica basate sulla compensazione di CO2 sono fondamentalmente inammissibili. * **Termini ambientali generici:** Termini come "sostenibile", "ecologico" o "verde" non possono essere utilizzati senza una prova concreta e misurabile. * **Marchi di sostenibilità propri:** Le imprese non possono utilizzare marchi o etichette proprie che non siano supportati da un sistema di certificazione indipendente ed esterno.
Anche le dichiarazioni sull'origine regionale dei prodotti possono essere problematiche se non possono essere comprovate da certificati o prove adeguate. Il § 5 UWG e la direttiva EmpCo (UE 2024/825) sottolineano la necessità di indicazioni chiare e verificabili sull'origine.
Raccomandazioni concrete per le imprese
Per minimizzare il rischio di diffide, le imprese dovrebbero adottare le seguenti misure:
1. **Inventario:** Verifichi tutti i materiali di marketing, i contenuti del sito web e le descrizioni dei prodotti per individuare dichiarazioni ambientali potenzialmente problematiche. 2. **Raccolta di prove:** Si assicuri che tutte le dichiarazioni ambientali possano essere comprovate da certificati riconosciuti (es. EU-Bio, Fairtrade, Bluesign, FSC) o altre prove verificabili. 3. **Adeguamento delle formulazioni:** Eviti dichiarazioni vaghe o generiche. Utilizzi invece indicazioni concrete e misurabili. 4. **Consulenza legale:** Faccia esaminare i suoi materiali di marketing da un giurista esperto per garantire che siano conformi ai requisiti della Direttiva EmpCo. 5. **Monitoraggio:** Monitori regolarmente le attività delle organizzazioni dei consumatori e adegui di conseguenza la sua comunicazione.
L'adeguamento tempestivo alle nuove normative è fondamentale per evitare costose diffide e danni alla reputazione. Un approccio proattivo alla compliance è decisamente più conveniente rispetto alla difesa in contenziosi legali.

