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11 giugno 2026

Conformità EmpCo: checkpoint per il vostro negozio online

A partire dal 27 settembre 2026, la direttiva UE 2024/825 (EmpCo) inasprisce le norme per le dichiarazioni ambientali nel settore B2B e B2C. I negozi online sono particolarmente interessati, poiché diffondono una moltitudine di informazioni sui prodotti e messaggi di marketing. Una verifica e un adattamento tempestivi sono indispensabili per evitare sanzioni e danni d'immagine.

Punti di controllo per le pagine di dettaglio prodotto

La pagina di dettaglio prodotto è il luogo centrale per le informazioni e quindi anche l'area principale in cui possono verificarsi violazioni dell'EmpCo.

  1. Titolo del prodotto: I termini ambientali generici come "sostenibile" o "ecologico" senza prove concrete non sono ammissibili ai sensi della direttiva.
  2. Descrizione principale: Ciò che rileva è se tutte le dichiarazioni ambientali siano supportate da certificazioni riconosciute (ad es. EU-Bio, GOTS) o dati misurabili.
  3. Indicazioni sui materiali: Per i materiali misti, l'indicazione delle percentuali dei singoli materiali crea trasparenza e consente una valutazione fondata.
  4. Loghi di certificazione: L'elemento rilevante è se i loghi di certificazione rimandino direttamente agli enti certificatori corrispondenti e se i certificati siano attuali e validi. Esempio: un prodotto con certificazione EU-Bio contiene di norma un link al database ufficiale EU-Bio.
  5. Informazioni dettagliate sul prodotto: Un'informazione completa presuppone indicazioni chiare su istruzioni di cura, origine e aspetti di sostenibilità.

Filtri e categorie: creare trasparenza

I filtri e le categorie consentono ai clienti di cercare prodotti secondo determinati criteri. Qui è importante definire criteri chiari e comprensibili.

  1. Filtro "Sostenibile": L'utilizzo del filtro "Sostenibile" presuppone criteri chiari, ad esempio il rispetto di determinati standard ambientali o l'utilizzo di materiali riciclati.
  2. Filtro "Bio": Ai sensi della direttiva, il filtro "Bio" è sostenibile solo per prodotti dotati di una certificazione biologica riconosciuta (ad es. EU-Bio, Demeter).
  3. Filtro "Riciclato": Il filtro "Riciclato" è giustificabile solo per prodotti che contengono una percentuale dimostrabilmente elevata di materiale riciclato (>50%).

Spedizione e imballaggio: fornire indicazioni concrete

Anche nell'ambito della spedizione e dell'imballaggio sono necessarie indicazioni chiare e trasparenti.

  1. Opzioni di spedizione: Affermazioni come "spedizione climaticamente neutra" senza una metodologia trasparente per il calcolo e la compensazione delle emissioni di CO2 non sono ammissibili.
  2. Materiali di imballaggio: Ciò che rileva sono informazioni concrete sui materiali di imballaggio utilizzati, inclusa la percentuale di materiale riciclato e le istruzioni per lo smaltimento.

Newsletter e marketing: attenzione alle formulazioni

Anche nelle newsletter e nei materiali di marketing dovete rispettare la direttiva EmpCo.

  1. Oggetti delle newsletter: I termini ambientali generici negli oggetti delle newsletter sono soggetti agli stessi requisiti del resto della comunicazione.
  2. Marchi "Eco" proprietari: I marchi "Eco" aziendali senza un sistema di certificazione esterno e indipendente non sono ammissibili ai sensi della direttiva.
  3. Disclaimer nel footer: Il footer della newsletter può contenere un riferimento al rispetto della direttiva EmpCo.

Aspetti legali: imprint

  1. FAQ nell'imprint: Le FAQ nell'imprint possono recepire informazioni sullo stato EmpCo dell'azienda.

Punti deboli comuni: spesso trascurati

  1. Testi alt delle immagini prodotto: Anche i testi alt delle immagini prodotto rientrano nell'ambito di applicazione e possono contenere dichiarazioni ambientali fuorvianti.
  2. Schede tecniche prodotto PDF: Le schede tecniche prodotto in PDF sono soggette allo stesso modo ai requisiti EmpCo.
  3. Markup Schema.org: Anche il markup Schema.org può contenere termini come "sostenibile" e rientra nell'ambito di applicazione.
  4. Versioni multilingue: Tutte le versioni multilingue di un sito web sono soggette agli stessi requisiti della direttiva.

Considerare sentenze e certificazioni

  1. Giurisprudenza attuale: È rilevante la giurisprudenza attuale, in particolare la sentenza del BGH (I ZR 98/23) sui claim climaticamente neutri. Certificazioni riconosciute come EU-Bio, GOTS o OEKO-TEX 100 fungono da base per supportare le dichiarazioni ambientali.

Questi checkpoint aiutano a esaminare e documentare in modo sistematico i principali rischi di un negozio online in relazione alla direttiva EmpCo, a partire dal 27 settembre 2026. La valutazione giuridica nel singolo caso resta di competenza dell'azienda o della sua consulenza legale. Affrontare in modo proattivo i requisiti può inoltre rafforzare l'immagine dell'azienda e la fiducia dei clienti.

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Informazione generale, non consulenza legale

Empcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.