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20 maggio 2026

Direttiva UE sulle dichiarazioni ambientali: a che punto siamo?

Chi si prepara a una "Green Claims Directive applicabile dal 2027" pianifica ignorando lo stato attuale del diritto. La Green Claims Directive (GCD) è ferma da giugno 2025. Il quadro vincolante per le dichiarazioni ambientali è e resta la direttiva EmpCo (UE 2024/825), applicabile dal 27 settembre 2026. Mentre la EmpCo vieta principalmente affermazioni generiche e indicazioni ingannevoli, la GCD mirava a una verifica e validazione più completa delle dichiarazioni di sostenibilità.

Lo stato attuale della Green Claims Directive

Nel giugno 2025 la Commissione europea ha annunciato l'intenzione di ritirare la proposta COM(2023) 166; i negoziati di trilogo sono stati annullati e da allora il dossier è fermo. Nel programma di lavoro 2026 della Commissione la proposta figura come "pendente": un ritiro formale non è avvenuto, ma nemmeno una ripresa dei negoziati. Non esistono quindi né una versione finale né una data di entrata in vigore — e certamente nessuna applicazione "dal 2027". La proposta prevedeva che le imprese facessero verificare le dichiarazioni ambientali da terzi indipendenti prima della pubblicazione.

Cosa prevedeva la proposta ora sospesa

La proposta di GCD si concentrava sulla trasparenza e sulla dimostrabilità delle dichiarazioni ambientali. I punti chiave erano:

Cosa significherebbe la GCD per i responsabili marketing?

Se la proposta venisse un giorno ripresa, avrebbe un impatto considerevole sul lavoro dei responsabili marketing. Dal testo della proposta emergono i seguenti aspetti:

  1. Materiali interessati: Rientrerebbero nell'ambito di applicazione tutti i materiali di marketing che contengono dichiarazioni ambientali, inclusi testi dei siti web, brochure, annunci pubblicitari, post sui social media e imballaggi di prodotti.
  2. Dimostrabilità delle dichiarazioni: Le dichiarazioni dovrebbero essere corrette e dimostrabili, ossia supportabili da certificati riconosciuti o dati scientifici.
  3. Certificati riconosciuti: Certificati riconosciuti come EU-Bio, Demeter, FSC o Bluesign offrono già oggi un'elevata credibilità e facilitano la dimostrazione delle dichiarazioni ambientali.
  4. Verifica da parte di terzi: La proposta richiedeva la verifica delle dichiarazioni da parte di enti accreditati prima della pubblicazione, con i relativi requisiti e costi.
  5. Requisiti di formulazione: Le dichiarazioni ambientali dovrebbero essere chiare, precise e comprensibili; termini vaghi ed esagerazioni sarebbero inammissibili — un requisito che peraltro deriva già dalla EmpCo.

Rischi legali e sentenze

Anche senza GCD, le dichiarazioni ambientali ingannevoli sono già oggi sanzionabili. Sentenze come quella del BGH (I ZR 98/23) del 27.06.2024 nel caso Katjes dimostrano che le indicazioni ingannevoli sulla neutralità climatica non vengono tollerate. Anche i tribunali tedeschi contestano regolarmente l'uso di termini di sostenibilità poco concreti ai sensi del § 5 UWG e della direttiva EmpCo (UE 2024/825). Il quadro vincolante per i prossimi anni non è la GCD, ma la EmpCo, applicabile dal 27 settembre 2026.

Conclusione: orientarsi alla EmpCo, non a una "GCD 2027"

La Green Claims Directive è ferma da giugno 2025, senza versione finale e senza data di applicazione. Chi vuole prepararsi si orienta al diritto già adottato: la direttiva EmpCo (UE 2024/825), applicabile dal 27 settembre 2026, con i suoi divieti sostanziali. Documentare le dichiarazioni ambientali con certificati riconosciuti e dati verificabili resta la migliore preparazione — indipendentemente dal fatto che il concetto di verifica preventiva della GCD venga un giorno ripreso o meno.

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Empcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.