20 maggio 2026
Assicurazione contro il greenwashing: utilità e limiti dal 2026
La direttiva UE 2024/825 (EmpCo) inasprisce a partire dal 27 settembre 2026 le regole per le dichiarazioni ambientali nel settore B2B. Le imprese devono sottoporre a verifica la propria comunicazione per evitare diffide e richieste di risarcimento danni. Un'assicurazione contro il greenwashing può aiutare a minimizzare i rischi finanziari, ma non è una soluzione universale.
Rischi derivanti dal greenwashing: fondamenti giuridici
Ai sensi del § 5 dell'UWG (Gesetz gegen den unlauteren Wettbewerb) le dichiarazioni ingannevoli sono vietate. La direttiva EmpCo concretizza questo divieto attraverso un divieto per se per l'utilizzo di "climaticamente neutro" con offsetting (Allegato I n. 4c UCPD) nonché attraverso il divieto di affermazioni generiche come "sostenibile" o "ecologico" per le quali non è dimostrata un'eccellente prestazione ambientale riconosciuta (Allegato I n. 4a UCPD). Le violazioni possono portare a diffide, dichiarazioni di cessazione e richieste di risarcimento danni. La sentenza del BGH del 27.06.2024 (I ZR 98/23 – Katjes) chiarisce che l'utilizzo di "climaticamente neutro" senza una divulgazione trasparente delle misure di compensazione è da considerarsi ingannevole.
Offerte attuali per assicurazioni contro il greenwashing
Il mercato delle assicurazioni contro il greenwashing è ancora in fase di sviluppo. Alcuni assicuratori offrono già coperture speciali o ampliano prodotti esistenti.
- Assicurazioni di responsabilità civile con clausola greenwashing: Alcuni assicuratori integrano i rischi di greenwashing nelle loro assicurazioni di responsabilità civile prodotti o assicurazioni di responsabilità civile generale esistenti. La copertura è tuttavia spesso limitata e si riferisce principalmente a danni alle persone o danni materiali causati da dichiarazioni ambientali ingannevoli.
- Assicurazioni D&O (Directors & Officers Liability Insurance) con estensione: Queste assicurazioni coprono la responsabilità di manager e dirigenti. Alcuni assicuratori offrono estensioni che includono anche danni derivanti da accuse di greenwashing.
- Assicurazioni di tutela legale con modulo greenwashing: Le assicurazioni di tutela legale possono coprire i costi per controversie legali in relazione a diffide per greenwashing.
- Assicurazioni cyber con estensione compliance: Poiché il greenwashing si verifica spesso in relazione a campagne di marketing digitale, alcuni assicuratori cyber offrono estensioni che coprono anche i rischi di greenwashing.
È importante notare che attualmente non esiste un'assicurazione contro il greenwashing standardizzata. Gli ambiti e le condizioni di copertura variano notevolmente.
Cosa copre tipicamente un'assicurazione contro il greenwashing?
Un'assicurazione contro il greenwashing può coprire i seguenti costi:
- Spese legali: Costi per la consulenza legale e la rappresentanza in caso di diffida o controversia legale.
- Spese processuali: Costi per procedimenti giudiziari.
- Transazioni e accordi transattivi: Costi per la composizione extragiudiziale con la parte che ha emesso la diffida.
- Costi per la verifica e l'adeguamento dei materiali di marketing: Costi per la verifica dei materiali pubblicitari da parte di un legale o esperto di compliance.
- Gestione della reputazione: Costi per misure di contenimento del danno alla reputazione dell'impresa.
Esclusioni e limiti della copertura
Le assicurazioni contro il greenwashing non coprono tutti i rischi. Esclusioni tipiche sono:
- Greenwashing intenzionale: Se l'impresa fa consapevolmente dichiarazioni ingannevoli, non sussiste copertura assicurativa.
- Violazioni della legge vigente: Se l'impresa viola altre leggi o normative (ad es. la legge sugli imballaggi), l'assicurazione non è competente.
- Perseguimento penale: L'assicurazione non copre di norma i costi per procedimenti penali.
- Danni causati da processi di compliance mancanti o inadeguati: Se l'impresa non ha adottato misure di compliance adeguate, l'assicurazione può rifiutare la prestazione.
Le misure preventive sono decisive
Un'assicurazione contro il greenwashing non sostituisce una gestione della compliance efficace. In relazione al rischio di diffide per greenwashing rilevano i seguenti aspetti:
- Verifica dei materiali di marketing: L'ammissibilità dei materiali pubblicitari dipende dalla loro correttezza; la verifica da parte di un legale o esperto di compliance ne accerta la conformità.
- Sostanziazione delle dichiarazioni ambientali: Tutte le dichiarazioni ambientali devono essere supportate da dati e fatti verificabili. Certificazioni riconosciute come EU-Bio, FSC o Blauer Engel possono essere utili in questo contesto.
- Formazione dei dipendenti: La conoscenza dei requisiti legali attuali da parte dei dipendenti del marketing e delle vendite incide sulla conformità della comunicazione.
- Workflow di compliance: Un workflow chiaramente definito per la verifica e l'approvazione dei materiali di marketing è un elemento centrale della prevenzione.
- Strumenti di compliance: Strumenti come Empcora possono supportare le imprese nella verifica dei loro materiali di marketing.
Conclusione: l'assicurazione come integrazione, non come sostituto
Un'assicurazione contro il greenwashing può aiutare le imprese a minimizzare i rischi finanziari in relazione a dichiarazioni ambientali ingannevoli. Non è tuttavia una soluzione universale. Misure preventive e una gestione della compliance efficace sono decisive per evitare diffide per greenwashing. Chi ha già stabilito un solido workflow di compliance può beneficiare di un'assicurazione come garanzia aggiuntiva. Chi invece trascura la compliance pagherà probabilmente premi assicurativi elevati e porterà comunque un rischio residuo considerevole.
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Check gratuitoEmpcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.

