30 aprile 2026
Claim «regionale» 2026: quando «locale» è ingannevole?
Esempio: un'azienda avicola pubblicizza le proprie uova con «produzione locale», mentre le uova provengono in realtà da aziende agricole distanti oltre 200 km. Ciò può costituire pubblicità ingannevole ai sensi del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) e della direttiva EmpCo (UE 2024/825).
Regola pratica (percezione dei consumatori): i consumatori intendono con «locale» e «regionale», di norma, una certa prossimità spaziale — come orientamento di massima si cita spesso un raggio di circa 100 km. Sul piano giuridico non esiste un limite fisso in chilometri; ciò che conta è la percezione dei consumatori nel singolo caso. In caso di superamento significativo della prossimità attesa senza informazioni chiarificatrici, la pubblicità può essere ingannevole ai sensi del Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005).
Implicazioni pratiche: come orientamento di massima, «regionale» senza definizione è rischioso a partire da circa 50 km e, oltre circa 100 km, è regolarmente esposto a diffida. Rilevante è se l'origine spaziale è indicata in modo concreto e verificabile — per esempio mediante un'indicazione come «dalla Baviera» o «dalla Foresta Nera».
Applicazione settoriale: questa regola pratica si applica analogamente ad alimenti (tutte le categorie), prodotti artigianali, mobili e prodotti in legno, servizi turistici.
Sostanziato vs. non sostanziato (esempi): un'indicazione di origine generica come «regionale» è difficilmente verificabile senza una concretizzazione spaziale; affermazioni concretamente localizzate come «Prodotto in [Land]», «Nel raggio di 50 km da [città]», «Produzione sveva, componenti da DE/AT/CH» o «Nello stabilimento di [località] con materiali regionali» indicano invece un'origine verificabile (esempi a illustrazione della situazione giuridica).
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Check gratuitoEmpcora è un servizio puramente di verifica e documentazione e fornisce esclusivamente informazioni generali sulla situazione giuridica sulla base della direttiva EmpCo (UE 2024/825) e del suo recepimento nel diritto italiano — il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005, pratiche commerciali scorrette e ingannevoli), con riferimenti. Questa non è una consulenza legale nel caso specifico e non comprende né la riformulazione né la redazione di testi. Non si assume alcuna responsabilità o garanzia per correttezza, completezza o attualità dell'analisi, né per eventuali conseguenze giuridiche. La valutazione giuridica del caso specifico spetta a uno studio legale o a un avvocato abilitato.

